Nuove aule per il Corso di Grafologia


Pubblicata il 26-01-2026
Dalla sua nascita la Scuola di Grafologia “Seraphicum” ha trovato “casa” nelle aule della Semicircolare 1 e 2 situate rispettivamente al primo e al secondo piano del complesso della Facoltà. Questi spazi hanno accolto fin dall’inizio le lezioni dei primi due anni del corso di grafologia diventando testimoni silenziosi del passaggio di molte generazioni di studenti. Tra quelle pareti, però, non si è svolta solamente la didattica: il primo piano, in particolare, era anche un luogo di incontri informali, di chiacchiere e di attese prima dell’inizio delle lezioni; insomma, un ambiente accogliente, vivo, carico di storie condivise, in cui ogni venerdì si costruivano i legami tra persone di età diverse e provenienti da percorsi di studio o di vita differenti spesso accompagnati dalla condivisioni di dolci portati dagli studenti stessi. Il clima familiare si estendeva anche alla segreteria – sita anch’essa al primo piano – che diventava a sua volta spazio di dialogo, di incoraggiamento e di conforto.







A partire da quest’anno la Scuola di Grafologia ha intrapreso un nuovo percorso trasferendo le aule, la segreteria e l’ufficio del Direttore al terzo piano, un cambiamento che segna un passaggio non solo logistico ma anche simbolico. Le nuove aule, all’avanguardia e adeguatamente insonorizzate, sono state progettate per rispondere all’esigenza della didattica contemporanea e consentono senza difficoltà l’incontro tra studenti in presenza ed online. Anche la segreteria è stata ripensata come spazio accogliente e funzionale. Arredata con le tesi discusse dagli ex studenti e con i volumi di riferimento è divenuta un luogo di supporto ancora più prezioso per chi si affaccia per la prima volta al mondo grafologico. Nonostante il cambiamento degli spazi, il clima familiare che ha caratterizzato le vecchie aule continua a vivere in quelle nuove: cambiano le pareti, si sale di piano ma ciò che davvero conta per la Scuola – le persone, le relazioni e la passione per lo studio della grafologia, è rimasto immutato.
 
Paolo Scarfò

 
 

Condividi questo articolo